Diritto Amministrativo

www.usaspending.gov — www.performance.gov

Sono passati 4 anni dalla pubblicazione di questo articolo. Visto che gli spunti ci sembrano ancora attuali, lo si ripropone. Molto interessanti sono anche i contenuti del sito www.performance.gov.

Da ILFOGLIO.IT 24 Febbraio 2010 ore 10:30

Come sarebbe bello importare il modello americano degli appalti
Il sito campione di trasparenza negli Stati Uniti ha molti fan anche in Italia. Parlano economisti e garanti
di Redazione

“Riforma americana” delle istituzioni, del federalismo e perfino della legge elettorale.

Poi ancora: “Modello americano” di partito e di class action. In Italia, tirare per la giacchetta gli Stati Uniti è un esercizio comune, ma finora nessuno ha pensato di fare (troppo) l’americano quando si è trattato di appalti. Eppure Washington, spiegano gli analisti, è la capitale della trasparenza. 

“www.usaspending.gov”: a questo indirizzo internet si trova una vera e propria anagrafe telematica degli appalti pubblici federali, istituita per legge, grazie al cosiddetto “Transparency Act”. Il sito, valorizzato dallo staff del presidente Obama, ha un obiettivo: quello di “fornire al pubblico informazioni su come sono spesi i dollari delle sue tasse”. Bastano pochi clic e si scopre – con tanto di classifiche per anno, settore di competenza e collegio elettorale di riferimento – quali sono le principali società fornitrici del settore pubblico. I visitatori sono nell’ordine dei milioni, eppure in Italia nessuno sembra aver pensato a replicare questo successo.
Stranezza che qualcuno non ha mancato di notare, come fa al Foglio l’economista Alfredo Macchiati, di recente curatore con Giulio Napolitano del libro “E’ possibile realizzare le infrastrutture in Italia?” (il Mulino): “Da noi, dove il finanziamento dei partiti è prevalentemente pubblico e i fondi diretti dalle imprese sono ammessi purché iscritti a bilancio della società erogante, il tema dei rapporti tra finanziamento della politica, interessi e rapporti economici con le amministrazioni è, come dire, sospeso. Forse anche un po’ fuori moda”. “Fatto sta che non ho trovato niente di simile rispetto all’esperienza americana nei siti della nostra pubblica amministrazione”, aveva scritto Macchiati sul sito Crusoe.it, ben prima delle inchieste giudiziarie sui grandi eventi della Protezione civile.
E pensare che, secondo alcuni addetti ai lavori, replicare un’anagrafe pubblica degli appalti non sarebbe nemmeno una missione impossibile. Spiega al Foglio Alessandro Botto, uno dei commissari dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture presieduta da Luigi Giampaolino: “Nel nostro database abbiamo tutti i dati sui contratti stipulati dal settore pubblico: appalti di lavori, servizi e forniture. Non solo: grazie al casellario informatico, abbiamo molte informazioni sui soggetti imprenditoriali che si propongono come affidatari di lavori pubblici, a partire dalle segnalazioni su inadempienze e danni del passato”. Ma allora da dove nasce il deficit di trasparenza?
“Primo, c’è un’eccessiva frammentazione delle stazioni appaltanti”, nota Botto. “Secondo, come Autorità abbiamo denunciato il fatto che da anni cresce il numero di delibere della presidenza del Consiglio dei ministri riguardanti la Protezione civile che consentono a quest’ultima, una volta dichiarato lo stato di calamità o la necessità di operare per ‘grandi opere’, di agire in deroga al codice dei contratti pubblici, anche di quegli articoli che consentirebbero la vigilanza sulle gare svolte”. Senza contare, infine, che la stessa Autorità non può rendere pubblici i nomi delle società coinvolte, per esigenze di privacy evidenziate dal Garante. E anche questo non aiuta il necessario “controllo diffuso” da parte dell’opinione pubblica. Qualcosa comunque si muove, a partire dalla commissione indipendente istituita con la legge di riforma della pubblica amministrazione, voluta dal ministro Renato Brunetta, che giovedì presenterà il suo primo piano d’azione.
Fonte: http://www.ilfoglio.it/articoli/v/113141/rubriche/come-sarebbe-bello-importare-il-modello-americano-degli-appalti.htm © FOGLIO QUOTIDIANO


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